Relazioni & benessere

Lo sport come valore universale

Lo sport come valore universale

di Emanuela Dibattista
“Mens sana in corpore sano” mente sana risiede in un corpo sano. Sostanzialmente l’attività fisica giova non solo al corpo, ma anche alla mente, mirare ad avere un corpo in salute su tutti i punti di vista, il sentirsi bene con se stessi, porta al wellness, non che al benessere psico-fisico. Sfido chiunque a non volersi sentire così.
Lo sport fa bene alla salute!
Quante volte avete sentito questa frase? Sembrerebbe una tipica frase fatta, standardizzata ma dal significato preciso e mirato. Qualsiasi attività che richiede un movimento muscolare e comporta un maggior dispendio di energia è classificabile come sport.
Non basta però praticare sport solo per poche settimane, è necessario che l’attività fisica sia costante, allegata ad un’alimentazione equilibrata.
Il settore di ricerca “Movimento e salute”, istituito di recente, ha assunto una grande importanza negli ultimi anni, sia perché l’avvento delle nuove tecnologie ha portato a  studi condotti sulla relazione tra salute e attività fisica e sia perché la sedentarietà ha raggiunti alti livelli, destando la preoccupazione sui possibili problemi della popolazione; in Svizzera, per esempio, la sedentarietà ha provocato 2900 decessi prematuri, un numero non del tutto irrilevante. Infatti nei Paesi industrializzati questo fenomeno è il principale fattore di rischio della cardiopatia coronarica, causato da un’irrorazione ridotta del muscolo cardiaco.

Le persone adulte dovrebbero, infatti, praticare l’attività sportiva per circa due ore e mezza a settimana, l’ideale sarebbe ripartirla in più giorni.
In relazione ai dati emersi da un’inchiesta dell’ Eurobarometro, in Europa l’Italia ha conquistato un record, il 60% degli italiani, infatti, dichiara di non fare mai sport o attività fisica, contro una media europea del 42%. E’ riferibile inoltre come siano più gli uomini che le donne a fare esercizio fisico, una differenza marcata che si riscontra soprattutto in una fascia di età tra i 15 e i 24 anni, dove i ragazzi sono più inclini rispetto alle coetanee.
Questo potrebbe derivare quando si tende ad associare l’attività fisica alla dieta, dimagrire, parola che porta fatica solo a pensarla. E quindi ci si immagina immersi in tutto quello sport, movimento che fa sudare solo per ridurre il punto vita o perdere qualche chilo, ma non è così, o comunque non solo questo, c’è molto di più. Allora perché il movimento porta beneficio? Un primo fattore da tener presente è la prevenzione di malattie, quali: sovrappeso, cancro al colon e al seno, ipertensione, malattie cardiocircolatorie che portano ad un notevole abbassamento della durata di vita di ogni individuo.
Inoltre praticare sport, porta ad un benessere psichico che incide sulla qualità della vita stessa, infatti svariate ricerche affermano come le persone attive vivano meglio e più a lungo, determinato anche da un fattore di socializzazione, il creare relazioni, nonché una rete di contatti, può aiutare dal punto di vista psico-emozionale e a rafforzare l’autostima.

Lo sport renderebbe più intelligenti? A dirlo è una ricerca svedese della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, nella quale si afferma a gran voce che svolgere un’attività fisica costante renderebbe più intelligenti. I ricercatori hanno iniziato ad osservare i partecipanti dall’età di 18 anni e, dopo un certo periodo di tempo, hanno potuto osservare come i soggetti più sportivi fossero i più brillanti. E’ tutto vero? Degli scienziati hanno provato a spiegare tale questione, ponendo in relazione le capacità intellettive con l’allenamento cardiovascolare, spiegando che durante il moto nel cervello c’è una maggior flusso di sangue e un maggior apporto con l’ossigeno che determina tale situazione, anche se tutto sta nella predisposizione individuale.
“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione.” (Nelson Mandela).

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