Economia e Diritto

BP dichiara che le scorte petrolifere finiranno nel 2067: tutto vero?

BP dichiara che le scorte petrolifere finiranno nel 2067: tutto vero?
Mariangela Lomastro

PETROLIO2di Mariangela Lomastro
La durata delle riserve mondiali di petrolio, che includono gas e condensati, avrebbe un limite temporale ben preciso, ovvero 53,3 anni in base alle stime contenute nella 63esima Statistical Review of World Energy, uno studio condotto annualmente dalla British Petroleum (BP) e che, sebbene sia noto in tutto il mondo già dal mese scorso, è stato ripreso dai principali quotidiani italiani solo in questi giorni, per qualche inspiegabile mistero. Stando ai dati riportati, la disponibilità attuale si attesta a poco meno di 1.700 miliardi di barili e, nonostante la crisi economica mondiale, la crescita dei consumi di greggio nello scorso anno (+ 1,4%) è stata superiore rispetto a quella della produzione (+ 0,6%), i Paesi che hanno maggiormente contribuito ad incrementare le riserve sono Russia e Venezuela anche se l’OPEC resta titolare di oltre il 70% del totale delle stesse; per la prima volta dal 1999 gli USA superano la Cina e diventano la prima nazione per crescita dei consumi con oltre 400.000 barili giornalieri.

Non vi è dubbio che, negli ultimi decenni, le previsioni di questo tipo, più o meno pessimistiche, siano state numerose, il dato che fa specie è che stavolta a rilasciarla è proprio uno dei principali colossi industriali del settore. Siamo tutti consapevoli che il petrolio finirà prima o poi e, soprattutto, che inquina l’ambiente e danneggia la nostra salute, dunque è più che lecito attendersi una crescita esponenziale dell’utilizzo di energie e carburanti alternativi che finiscano col rimpiazzare completamente petrolio e derivati, tuttavia c’è da aggiungere che la stessa BP non tratta esclusivamente il greggio, ma è altresì leader nel settore del fotovoltaico, in cui investe dagli anni ’80, svolge ricerche importanti, in associazione con la DuPont, sulle biotecnologie, produce bioetanolo in Brasile e Inghilterra ed energia eolica negli Stati Uniti, con investimenti che superano gli 8 miliardi nel campo delle energie rinnovabili. Ognuno tragga le conclusioni che ritiene più opportune.

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