Cronaca estera

Parigi, sventato attacco terroristico a Louvre e Torre Eiffel

Parigi, sventato attacco terroristico a Louvre e Torre Eiffel
Claudio Santovito

di Claudio Santovito
La capitale della Francia nel mirino di AlQaeda. E’ quanto confermato dal governo francese che ha dichiarato di aver sventato un attacco terroristico a due dei simboli della “ville lumière”, cioè il Louvre e la Torre Eiffel.
Secondo Le Parisien, gran parte del merito va alla polizia che ha decriptato una comunicazione in codice tra un macellaio residente ad Avignone (Ali M., 29 anni, algerino) e un esponente del Maghreb Islamico. Secondo l’intercettazione, Ali avrebbe dovuto recarsi in Algeria per compiere il percorso di “formazione militare e addestramento alle tecniche di combattimento” per poi tornare a Parigi ed attuarlo, colpendo, oltre ai due monumenti, anche una centrale nucleare. Il ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve, ha presentato il 9 luglio scorso un disegno di legge volto a contrastare il terrorismo che si fonderebbe sul blocco amministrativo dei siti internet che sostengono ispirazioni terroristiche: secondo il ministro, infatti, gran parte del reclutamento avviene in rete e oscurare determinati siti gioverebbe alla sicurezza nazionale. Secondo Le Monde, il vero reclutamento avverrebbe attraverso relazioni personali, conoscenze, oppure in carcere, dove idee a sfondo terroristico vengono radicalizzate (come nel caso dell’attentato al Museo Ebraico in Belgio) dai detenuti.

Questa proposta di legge è apparsa come un gesto antidemocratico che mina la libertà individuale. Per contro, il ministro ha invocato “le juste équilibre entre la protection et la liberté”. Il codice penale francese (sezione 412-1) elenca una serie di crimini e reati che sono considerati come atti di terrorismo (omicidi, rapimenti, dirottamenti, vendita di armi, riciclaggio di denaro). Ma il ministro ha precisato che per qualificarsi come ‘terroristi’ questi atti devono essere commessi intenzionalmente “in relazione a un’impresa individuale o collettiva, volta a perturbare seriamente l’ordine pubblico attraverso l’intimidazione o il terrore”. In questo, perciò, l’interpretazione del giudice risulta decisiva. Come riporta Repubblica, secondo Marc Trevidic (capo del pool antiterrorismo) “Ali M. non è un caso isolato di reclute come lui, programmate per colpire i francesi, ce ne sono sicuramente altre sul nostro territorio. Intercettarle, ottenere il massimo di informazioni su di loro e arrestarle è il solo modo per essere efficaci”. In ogni caso, Parigi risulta un potenziale obbiettivo per AlQaeda, che ha già colpito New York (11 settembre 2011), Madrid (11 marzo 2004) Londra (7 luglio 2005) e Sharm el-Sheikh (23 luglio 2005).

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Claudio Santovito
@clasantovito

Scrittore, giornalista. Specializzato in aviazione civile e trasporto aereo, mi occupo anche di cultura, inchiesta, curiosità dal mondo. Ho pubblicato, nel 2011, il mio primo romanzo "Tempo da dimenticare - Giallo nella notte barese" (Sentieri Meridiani Edizioni). Comunicazione, giornalismo digitale e Twitter le frecce nel mio arco. Ho un blog dedicato all'aviazione, "Notizie dal cielo". Rispondo io, a tutti, sempre. www.claudiosantovito.it - Twitter: @ClaSantovito

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