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Filippine, scoperta pianta capace di assorbire enormi quantità di metallo

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Filippine, scoperta pianta capace di assorbire enormi quantità di metallo
Pierfrancesco Caira

L’evoluzione delle specie vegetali ha portato queste ultime ad escludere dal proprio habitat ogni genere di sostanza metallica, tuttavia la Rinorea Niccolifera è diversa dalla maggior parte delle piante: scoperta nella giungla delle isole Filippine, è in grado di trattenere fino a 18.000 ppm (parti per milione) di metallo nelle radici e nelle foglie, senza subire alcun tipo di avvelenamento. Come evidenziato dai ricercatori dell’Università delle Filippine, il dato è estremamente importante poichè l’abilità della Niccolifera, fra 100 e 1.000 volte superiore rispetto ad altre piante, potrà essere sfruttata per bonificare siti contenenti rifiuti tossici. Il suo tronco non raggiunge i due metri d’altezza e la misura dello stelo varia dai tre ai tredici centimetri di diametro, il nome Niccolifera deriva proprio dalla capacità del vegetale di incamerare grosse quantità di nichel, caratteristica che lo classifica fra le specie iper-accumulatrici.

Purtroppo però l’esistenza della Niccolifera è a rischio a causa dell’estrema frammentarietà dell’ambiente in cui vive, la sua presenza è infatti stata registrata in soli tre differenti siti, tutti adiacenti fra loro, compresi in un area di circa 500 km.; la qualità di iper-accumulatrice consente, ad esempio, di utilizzare la Niccolifera per risanare zone contaminate da infiltrazioni di metalli pesanti o vecchie miniere in disuso, inoltre dalla combustione di foglie e radici è possibile riciclare i metalli incamerati durante il ciclo vitale della pianta. Secondo il dott. Augustine Doronila, uno degli autori dello studio sulla Niccolifera nonchè ricercatore presso l’Università di Melbourne, le caratteristiche del vegetale rendono ideale il suo impiego nei campi del fitorisanamento (la bonifica dei siti inquinati) e della fitoestrazione dei metalli pesanti, ovvero la semina e la raccolta della pianta finalizzate, per l’appunto, a ricavare metalli pesanti a scopi commerciali.

L’utilizzo di queste specie vegetali a tali fini non è certo una novità, essendo in auge già dai primi anni ’90 in Paesi quali Brasile, Cina, India e Tailandia; non vi è dubbio che la salvaguardia dell’habitat naturale di questa specie dovrebbe essere una priorità, ciononostante nella zona continuano ad essere concessi permessi per l’estrazione di minerali e per il disboscamento senza l’obbligo della rimessa in pristino delle aree sfruttate. Questo comportamento sconsiderato potrebbe risultare fatale, portando alla totale estinzione della Rinorea Niccolifera, il cui studio è invece estremamente utile anche per agevolare la ricerca in ambito medico, se si riuscisse a capire come faccia a non subire gli effetti dell’avvelenamento di una tale quantità di nichel in circolo nei propri tessuti, sarebbe possibile ricavare nuovi composti chimici in grado di curare, si spera, gravi malattie degenerative.

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