Cronaca

Il web non sarà più una “no tax land”: se ne parla alla Camera

Il web non sarà più una “no tax land”: se ne parla alla Camera

di Teresa Manuzzi
Il mondo dei vecchi media italiani è compatto nel chiedere al governo nuove normative per quanto riguarda una nuova politica fiscale nei confronti dell’ economia digitale. Questa è infatti la richiesta che è stata avanzata a gran voce all’interno del dibattito “Economia digitale e industria culturale”, tenutosi il 30 giugno presso la Camera dei Deputati, e moderato dal giornalista Giovanni Minoli.

La discussione è avvenuta tra quelli che potremmo definire i magnate dell’economia editoriale e culturale Italiana: Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso, Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia e Gino Paoli, presidente della SIAE. Inoltre il Rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio, e il presidente Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, hanno curato gli interventi di apertura e di chiusura.

Il problema sicuramente esiste e la carenza legislativa nei nostri codici anche. Non farebbe piacere a nessuno, in tempi di crisi, stringere la cinghia sapendo poi, grazie ad un’indagine dell’Assinform, che l’economia detta digitale, fondata su beni e servizi immateriali, ha degli incassi reali e raggiunge un giro d’affari pari al 6% del PIL mondiale.

L’economia digitale, composta spesso da grandi aziende internazionali che gestiscono giochi on line, vendono spazi pubblicitari e si occupano di commercio elettronico, è stata finora protetta e incentivata da una visione del web come “no tax land”. Questa idea, è ormai inaccettabile, oltre che dannosa per le casse pubbliche. Soprattutto, aggiungerei, se alle stesse aziende vengono poi  condonate delle penali miliardarie ( vedi il caso tutto italiano delle slot).

 Allo stesso tempo però bisognerebbe trattare con estrema delicatezza questo campo e cercare di non far ricadere poi il peso economico delle nuove imposte fiscali sui consumatori. Questi spesso scelgono di acquistare on line spinti dai prezzi concorrenziali. A tal proposito la SIAE, in questi giorni, è nell’occhio del ciclone perché è riuscita a far firmare a Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il decreto denominato “Equo compenso per copia privata” .

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