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Medicina di genere e medicina personalizzata

Medicina di genere e medicina personalizzata
Mariangela Lomastro

di Mariangela Lomastro
Ieri si è tenuto a Roma, presso la Sala Auditorium Museo dell’Ara Pacis, il convegno su “Medicina di genere e medicina personalizzata: come conciliare appropriatezza terapeutica, efficacia e sostenibilità”.
La ricerca di una maggiore appropriatezza in tutte le fasi del processo di cura è alla base sia della medicina di genere, basata sull’influenza del genere femminile o maschile sulla fisiologia, fisiopatologia e sulla clinica delle malattie, che della medicina personalizzata che si fonda sulla possibilità di personalizzare le terapie e l’utilizzo dei farmaci in relazione alla sequenza genomica dei pazienti.

Il convegno si è posto l’obiettivo di presentare le caratteristiche e le valenze scientifiche di entrambi gli approcci, guardando nello stesso tempo agli aspetti istituzionali, regolatori ed economici.
Ha condotto e moderato l’incontro Fabrizio Ferragni, vice direttore TG1.

Tra i relatori Andrea Lenzi, Professore Ordinario di Endocrinologia Università La Sapienza; Flavia Franconi, vice presidente e assessore alla Sanità Regione Basilicata e Professore Ordinario di Farmacologia Cellulare e Molecolare, Facoltà di Farmacia Università di Sassari; Paolo Marchetti, Direttore Dipartimento Oncologia A.O. Sant’Andrea di Roma; Giuseppe Rosano, Professor of Cardiology St. George’s University; Francesco Saverio Mennini, Research Director Centre for Economic Evaluation and HTA Università Tor Vergata Roma.

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Le relazioni hanno evidenziato come in passato la ricerca si è basata su studi clinici su maschi. Ciò a portato ad osservare maggiori reazioni avverse da farmaci nelle donne e, purtroppo, reazioni severe (decesso). La prof.ssa Franconi ha condotto uno studio retrospettivo (partendo da 4 studi) su un farmaco post infarto (2733 uomini e 897 donne) da cui si evinceva che gli uomini avevano una mortalità minore rispetto alle donne dopo un anno di trattamento. Suddividendo i soggetti arruolati tra nord e sud europa, si è notato però che la differenza nella mortalità tra donne e uomini nel nord europa spariva (nel nord europa c’è un’attenzione al genere maggiore). I risultati suggeriscono che attraverso l’osservazione di studi già condotti è possibile comunque recuperare le informazioni inerenti la diversità di genere. L’obiettivo è quello di diminuire il rischio di insorgenza di reazioni avverse da farmaci, conducendo studi clinici registrativi di farmaci che pongano attenzione alla diversità di genere, per avere una maggiore aderenza alla terapia. La medicina di genere così può aiutare a diminuirei costi della spesa sanitaria evitando i tagli lineari.

Nella stessa direzione va la medicina personalizzata, cosi come spiega il dott. Marchetti: dare la dose giusta al paziente giusto per evitare effetti tossici.
Altri spunti interessanti di riflessione arrivano dal prof. Rosano che afferma che nelle donne dopo i 50 anni, il 75% dei casi di morte avviene per un evento cardiovascolare. Però la maggior parte dei fondi della ricerca e di sensibilizzazione sono rivolte verso malattie che hanno un impatto minimo rispetto alle cause di mortalità. Anche le donne hanno una bassa percezione delle proprie patologie, soprattutto alle malattie cardiovascolari: solo il 7%. CIò significa che nel momento in cui una donna ha un dolore al petto, non pensa ad un infarto e andrà in ritardo in ospedale, ricevendo cure tardive.
Inoltre ci sono differenze diverse di farmaco.
Il prof. Mennini suggeriva un “nuovo” approccio in cui definire corretti e condivisi percorsi terapeutici che meglio riusciranno a garantire il bilanciamento delle risorse “scarse” e disponibilità delle innovazioni.
Il tema è senza dubbio da approfondire e studiare, in un contesto in cui ancora non c’è una normativa nazionale che funga da cornice del sistema, mentre le Regioni stanno già adottando atti che vanno nel senso di una maggiore consapevolezza dell’importanza che la medicina di genere e la medicina personalizzata hanno nel garantire le migliori cure e la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

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