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Depenalizzazione 2014: cosa cambia?

Depenalizzazione 2014: cosa cambia?
Mariangela Lomastro

X PAVANELdi Mariangela Lomastro
Con la legge delega n. 67/2014 il legislatore ha affidato al Governo il compito, far gli altri, di effettuare un riesame dei reati contemplati dai codici al fine di giungere alla depenalizzazione di quelli ritenuti minori ed il decreto legislativo varato l’altro ieri ha il precipuo intento di dare attuazione alle disposizioni della legge delega. Depenalizzare significa ridurre una fattispecie prevista come reato penale dalle norme di legge (e che, molto spesso, comporta il carcere) a semplice illecito amministrativo (ossia, praticamente, una multa). Sta destando, a torto, preoccupazione il destino di alcuni reati gravi quali il maltrattamento di animali e l’omicidio colposo che in molti erroneamente ritengono possano rientrare fra gli illeciti depenalizzati; anzitutto è doveroso precisare che questo cammino è stato intrapreso già da anni, al fine di alleggerire il carico di lavoro dei tribunali escludendo la procedibilità per i reati bagatellari, per ottenere, infine, un sistema che adotti un diritto penale minimo.

Risulta dunque fondamentale l’analisi del primo articolo, comma 1, della legge che, alla lettera m), prevede la non punibilità nel caso concreto, quindi non una cancellazione in toto del reato dai codici, solo qualora ricorrano determinate condizioni, ovverosia quando il reato, in astratto, sia punibile con pena pecuniaria o con pena detentiva che non superi, nel suo limite massimo, i cinque anni, inoltre che i fatti rilevanti sotto il profilo penale siano di particolare tenuità e che il comportamento del reo non risulti abituale. L’archiviazione non opera in automatico, sarà sempre il guidice a valutarne l’opportunità in base alla propria discrezionalità nel caso riscontri la sussitenza dei parametri di cui sopra (tenuità del fatto e non abitualità della condotta). Si pensi, ad esempio, al pensionato che ruba del cibo perchè non riesce ad arrivare a fine mese. Chiaramente viene sempre fatto slavo il diritto del danneggiato di richiedere il risarcimento dei danni in sede civile.

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