Cronaca

Greta e Vanessa: 6 mesi di prigionia?

Greta e Vanessa: 6 mesi di prigionia?
Federica Bartoli

di Federica Bartoli
Il 15 gennaio scorso, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sono state liberate dopo sei mesi di prigionia in Siria, durante i quali sono state ostaggio del Fronte Al-Nusra, ossia un gruppo di guerriglieri attivo in quei territori e vicino ad Al-Qaida.
Le due giovani studentesse erano arrivate in Siria a fine luglio ed erano state sequestrate ad Aleppo la notte tra il 31 luglio ed il primo agosto 2014.

Creatrici del progetto Horryaty insieme con Roberto Andervill, Vanessa e Greta erano volontarie in territorio siriano, ed operavano in favore della popolazione civile da più di tre anni provata dalla guerra intestina condotta dalle forze di opposizione contro il governo di Assad.
Immediatamente dopo l’arrivo sul suolo italiano, le polemiche in merito ad un eventuale riscatto non si sono fatte attendere: partendo da Twitter, un corposo gruppo di esponenti politici, primo fra tutti il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, ha chiesto chiarezza circa le affermazioni del ministro degli Esteri Gentiloni, il quale ha affermato quanto siano assolutamente inverosimili le illazioni a proposito di un riscatto milionario dell’equivalente di 12 milioni di euro.
Le perplessità di buona parte del mondo politico si sono altresì concentrate sul grande rischio corso dalle giovani donne, ritenute inesperte ed impreparate nell’affrontare un’esperienza così delicata come quella del volontariato in un territorio messo in ginocchio dalla guerra.
Alcune intercettazioni telefoniche hanno rivelato la vicinanza di Greta e Vanessa a personaggi siriani residenti in Italia a loro volta legati, secondo gli investigatori del Ros, a gruppi jihadisti.

Uomini armati ed incappucciati, dall’inglese stentato, hanno sequestrato le cooperanti poco dopo il loro arrivo ad Aleppo; in un video fatto circolare su Youtube il 31 dicembre scorso, esse apparivano insieme, abbigliate con la tradizionale tunica che lascia scoperto soltanto il volto (l’Abaya): esse richiedevano l’aiuto del governo italiano, mentre il Fronte Al-Nusra ne rivendicava il sequestro.
Vanessa Marzullo studia Mediazione Linguistica e Culturale, è da tempo impegnata in ambito umanitario e dal 2012 ha abbracciato la causa siriana mediante l’organizzazione di eventi a sostegno della popolazione e la diffusione di notizie.
Greta Ramelli è studentessa presso la Facoltà di Scienze Infermieristiche ed ha preso parte a missioni di volontariato anche in Zambia e in India, prima di partire per la Siria, paese visitato anche in precedenza rispetto al sequestro dello scorso luglio.

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Cronaca

Marilù Mastrogiovanni

Sequestro preventivo per il magazine “Il tacco d’Italia”

Tiziana Di Gravina12 dicembre 2017
caduceo

Caduceo d’Oro 2017: il Welfare negli anni della crisi

Mariangela Lomastro16 novembre 2017
arrestospada

Roberto Spada arrestato dopo l’aggressione alla troupe di Nemo

Francesco Tiberio13 novembre 2017
Valentino Lo Sito al consiglio nazionale dei giornalisti

Ordine dei Giornalisti: Losito eletto consigliere nazionale

Daniele D'Amico25 settembre 2017
sanremo

Sanremo 2017, trovato morto Piero Petrullo

Mariangela Lomastro8 febbraio 2017
magistrati-anm

Si apre l’anno giudiziario. L’Anm non ci sta e diserta

Francesco Tiberio27 gennaio 2017
natale

Natale 2016: Tra mercatini e vandalismo

Francesco Tiberio19 dicembre 2016
bolkestein

La direttiva Bolkestein e il commercio su aree pubbliche

Francesco Tiberio6 dicembre 2016
world press photo

World Press Photo: “la più importante mostra di fotogiornalismo del mondo”, a Bari, ma i giornalisti non sono graditi ospiti.

Redazione19 novembre 2016

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it