Economia e Diritto

Fine del segreto bancario fra Svizzera e Italia

Fine del segreto bancario fra Svizzera e Italia
Mariangela Lomastro

italia_svizzera_segreto_bancario(1)di Mariangela Lomastro
Dopo tre lunghi anni di trattative è stato finalmente siglato l’accordo fra Italia e Svizzera che prevede la fine del segreto bancario, facendo così uscire i nostri vicini dalla black list dei paradisi fiscali, il protocollo porta le firme del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e del capo del Dipartimento Federale delle Finanze (DFF) elvetico, Eveline Widmer-Schlumpf. Tocca ora ai Parlamenti ratificare l’accordo formato da due documenti che regolano lo scambio di informazioni fra i Paesi e il trattamento di situazioni particolari come quelle relative ai lavoratori frontalieri ed al Comune di Campione d’Italia. Si spera così di far entrare nelle casse dello Stato italiano circa 6,5 miliardi di euro, anche grazie alla voluntary disclosure, una sorta di autodenuncia tramite la quale gli evasori dovranno sì pagare tutte le tasse dovute, ma riceveranno sconti su interessi e sanzioni, inoltre non incorreranno nelle pene previste per i reati fiscali compiuti e non potranno essere perseguiti per il reato di autoriciclaggio.

I lavoratori che operano in Svizzera ma risiedono in Italia e altresì quelli che svolgono il proprio lavoro in Italia ma hanno la residenza in Svizzera dovranno versare nelle casse della nazione in cui viene svolta la professione il 70% delle imposte dovute, il restante 30% andrà allo Stato di residenza (in precedenza era, rispettivamente, il 60% e il 40%); per ciò che concerne il Comune di Campione d’Italia, exclave italiana nel Canton Ticino, verrà redatto uno specifico accordo per facilitare le procedure fiscali sia per i cittadini che per le imprese ivi residenti. Secondo le dichiarazioni del ministro Padoan, nei prossimi giorni un documento analogo sarà firmato anche con il Liechtenstein e, successivamente, si spera, con il Principato di Monaco, il ministro ha infine aggiunto che “l’intervento è innovativo perché, rispetto alle precedenti misure per il rientro dei capitali, non è un condono in quanto l’imposta dovuta si paga per intero“.

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