Cronaca nazionale

Ustica: per la Corte d’Appello fu un missile ad abbattere l’aereo

La sentenza esclude le altre ipotesi e conferma la condanna del Ministero della Difesa e di quello dei Trasporti. Rinviata ad ottobre l'udienza per la quantificazione dei danni.

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Ustica: per la Corte d’Appello fu un missile ad abbattere l’aereo
Pierfrancesco Caira

Il DC-9 delle aerolineee Itavia che precipitò nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, portando alla morte 81 persone, fu sicuramente abbattuto da un missile lanciato da un altro velivolo che incrociò la rotta del DC-9, sono escluse le altre ipotesi della bomba posta a bordo dell’aereo e del cedimento strutturale, così hanno deciso i giudici della prima sezione civile della Corte d’Appello di Palermo, rigettando gli appelli promossi dall’Avvocatura dello Stato avverso le sentenze del 2011. Confermata, dunque, la tesi dello “scenario di guerra” sostenuta in primo grado dai familiari delle vittime ai quali il tribunale siciliano aveva riconosciuto un risarcimento danni pari a cento milioni di euro e confermando la responsabilità del Ministero dei Trasporti e del Ministero della Difesa per non aver assicurato le condizioni di sicurezza necessarie. La sentenza d’appello ha rinviato ad un’ulteriore udienza il prossimo ottobre, necessaria per l’esatta quantificazione del danno.

Soddisfazione unanime espressa sia da parte dai difensori delle famiglie delle vittime, per i quali la Corte palermitana ha chiuso l’annosa videnda giudiziaria “con buona pace di chi, ancora a distanza di 35 anni dal tragico evento, prosegue con informazioni deviate ed ipotesi del tutto prive di fondatezza”, sia da parte del presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Daria Bonfietti. Prescritto, in base a quanto statuito dalla Corte, il diritto al risarcimento danni connesso al depistaggio sulle indagini, di conseguenza la relativa condanna in primo grado nei confronti del Ministero della Difesa è stata annullata. Per il capogruppo PD nella Commissione Giustizia, Walter Verini, la sentenza “rafforza la nostra incredulità di fronte alla decisione dell’Avvocatura dello Stato di opporsi alla richiesta di risarcimenti”. Secondo quanto dichiarò Cossiga nel 2007, il missile fu lanciato da un aereo francese per colpire un velivolo libico su cui viaggiava Gheddafi.

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