Cronaca

Candidati impresentabili regionali 2015, ma dov’è il problema?

Candidati impresentabili regionali 2015, ma dov’è il problema?
Vincenzo Demichele

delucavincenzodi Vincenzo Demichele
A poche ore dal confronto elettorale (si vota in un solo giorno, Domenica 31 Maggio dalle 7 alle 23) s’infuoca il dibattito politico sulla questione dei cosiddetti “impresentabili”. Di chi e di che cosa si sta discutendo? Si tratta di candidati i cui nomi sono stati individuati dalla Commissione Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, che dopo un’attenta e scrupolosa valutazione ha diffuso la lista di candidati alle regionali condannati o inquisiti. Sono tutti nomi che riguardano la Campania (12)- di cui anche il candidato presidente Pd Vincenzo De Luca, teoricamente persino ineleggibile per la Legge Severino- e la Puglia (4).

Nella nostra regione la macchia di “impresentabile” ha toccato Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano), Enzo Palmisamo (Movimento per Schittulli), Giovanni Copertino (Forza Italia) e Massimiliano Oggiano (Lista Oltre con Fitto). E mentre si diffondeva la notizia dell’arresto (con successivo rilascio) di Giancarlo Scalone – candidato ambientalista in lizza con “l’altra Puglia” e accusato di un presunto allaccio abusivo fatto per rubare corrente elettrica- gli impresentabili pugliesi non sono rimasti in silenzio. Secondo quanto riportato da Repubblica infatti, essi avrebbero fatto fronte comune, non per abbandonare la competizione elettorale, ma per denunciare la Commissione Antimafia!

Sembra assurdo ma è proprio così. E non c’è da meravigliarsi, visto che da giorni i principali mezzi di informazione hanno monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla convenienza o meno di pubblicare questi nomi proprio a pochi giorni dalle elezioni regionali. Un dibattito che sarebbe reputato stucchevole in qualsiasi paese realmente civilizzato e con una certa sensibilità etico-morale. I cittadini hanno tutto il diritto ad essere informati su eventuali punti oscuri nel passato del candidato, a maggior ragione se è inquisito o ha già ricevuto una sentenza di condanna, perchè egli potrebbe essere scelto per ricoprire una carica pubblica chiamata a gestire milioni di fondi regionali e a votare delibere.

Quanto è affidabile un amministratore pubblico con un’indagine a suo carico o, peggio ancora, con una condanna nel proprio casellario giudiziario? La risposta purtroppo, almeno in Italia, è molto soggettiva. E lo dimostra il dibattito, a volte volutamente esasperato da alcuni partiti, fra politica e magistratura e delle presunte e reciproche interferenze che ci sarebbero fra i due poteri. In un paese realmente civilizzato una questione del genere non avrebbe ragione di esistere. Nel nostro caso invece, al massimo si dovrebbe discutere dei gravi danni che la politica ha arrecato  al sistema giudiziario: nel corso degli anni infatti, a prescindere dal colore politico del governo, è stata portata avanti una sistematica e scientifica opera di smantellamento del sistema giudiziaro italiano, che oggi è così congegnato per assicurare l’impunità a molti. La riduzione dei termini di prescrizione, il fatto che essa vada contata dal giorno di commissione del reato e non dal momento in cui è stato scoperto, sono solamente alcune delle innumerevoli norme che hanno indebolito la giustizia italiana.

Così, l’arroganza della politica è arrivata ad un punto tale che oggi  perfino il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato così la vicenda degli impresentabili: “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà[…]Perché sono pronto a scommettere che, come tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di dire, nessuno di loro – nessuno! – verrà eletto. Sono quasi tutti espressioni di piccole liste civiche”. E allora per quale motivo sono stati candidati se poi non si voleva che li si eleggesse? I loro trascorsi giudiziari non erano già un valido motivo per escluderli, soprattutto in un contesto sociale dominato da una diffusa disaffezione dei cittadini alla politica? Questo denota due fattori: una certa superficialità nella scelta delle liste e un completo disinteresse nei confronti della questione morale. Non  resta dunque che sperare in noi cittadini, perchè siamo noi, in ultima istanza, a legittimare con il nostro voto una condotta politica morale o una immorale.

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Cronaca

Marilù Mastrogiovanni

Sequestro preventivo per il magazine “Il tacco d’Italia”

Tiziana Di Gravina12 dicembre 2017
caduceo

Caduceo d’Oro 2017: il Welfare negli anni della crisi

Mariangela Lomastro16 novembre 2017
arrestospada

Roberto Spada arrestato dopo l’aggressione alla troupe di Nemo

Francesco Tiberio13 novembre 2017
Valentino Lo Sito al consiglio nazionale dei giornalisti

Ordine dei Giornalisti: Losito eletto consigliere nazionale

Daniele D'Amico25 settembre 2017
sanremo

Sanremo 2017, trovato morto Piero Petrullo

Mariangela Lomastro8 febbraio 2017
magistrati-anm

Si apre l’anno giudiziario. L’Anm non ci sta e diserta

Francesco Tiberio27 gennaio 2017
natale

Natale 2016: Tra mercatini e vandalismo

Francesco Tiberio19 dicembre 2016
bolkestein

La direttiva Bolkestein e il commercio su aree pubbliche

Francesco Tiberio6 dicembre 2016
world press photo

World Press Photo: “la più importante mostra di fotogiornalismo del mondo”, a Bari, ma i giornalisti non sono graditi ospiti.

Redazione19 novembre 2016

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it