Arte, cultura e spettacolo

Giuseppe De Nittis e la “scuola di Portici”

La luce mediterranea del solitario artista barlettano

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Giuseppe De Nittis e la “scuola di Portici”
Francesco Tiberio

Nato a Barletta il 25 febbraio 1846, quarto figlio di Raffaele e di Teresa Barracchia, Giuseppe De Nittis trascorse un’esistenza breve, ma intensa, che lo portò ad emigrare dalla sua terra d’origine. La precoce disposizione al disegno convinse il nonno paterno Vincenzo, che si occupava del nipote dopo la tragica morte del padre, ad affidarlo prima alle cure del pittore barlettano Giovan Battista Calò, e poi ad iscriverlo all’Istituto di Belle Arti di Napoli. Trasferitosi a Portici, fondò, insieme agli amici pittori Federico Rossano e Marco De Gregorio, abili paesaggisti, la cosiddetta “Scuola di Portici” (o Resìna).

Con la scatola dei colori sotto il braccio, vagava per la campagna napoletana e lungo le marine alla ricerca di paesaggi caratteristici, di figure semplici e di sprazzi di cielo, che fissava su tavolette e su tele di piccolo formato. Era la luce mediterranea, che diveniva colore e immagine. Poi da Napoli si trasferì a Parigi, che allora era la capitale artistica del mondo. Dipingeva da donne eleganti, raffinate, e dal fascino misterioso, alla Senna e alla parte antica di Parigi, ecc. Gli nacque un figlio, Jacques, che lo consolò della perdita di una figlia, morta di pochi mesi. Aveva intanto allacciato amicizie con personaggi tra i più in vista nella vita culturale del tempo, come Dumas figlio, Degas, Zola, Manet, Hérédia. Anche nel mondo femminile poteva contare su amicizie come quella di Madame Charpentier e la principessa Matilde Bonaparte. Andava spesso a Londra. Era apprezzato e stimato.

Morì all’improvviso, a Saint-Germain-en-Laye, il 21 agosto 1884. Seppellito a Parigi, sua seconda patria, nel cimitero Père Lachaise, con epigrafe dettata da Alexandre Dumas figlio. Deve essere ancora conosciuto e valorizzato come merita. Anche Barletta finora ha fatto tanto poco, anche se possiede una raccolta di 171 pezzi del Maestro tra tele, tavole, acquarelli, pastelli, disegni, puntesecche.

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