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Pensioni, il Governo non mantiene promessa su flessibilità

"Non ci sono disponibilità". Sindacati: "Incredibile e inaspettato"

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Pensioni, il Governo non mantiene promessa su flessibilità
Daniele D'Amico

Palazzo Chigi fa marcia indietro sugli annunciati interventi per consentire l’uscita anticipata dal lavoro a fronte di penalizzazioni sugli assegni: “non saranno nella legge di Stabilità”. Nessun ammorbidimento della legge Fornero, carta che l’esecutivo vuol giocarsi a Bruxelles per ottenere spazi di manovra sui conti . Sindacati su piede di Guerra.  Renzi nega la promessa…

Cosa è accaduto?

Il Governo scherza, inciampa,  su argomenti che gli italiani hanno a cuore. Altro che “un po’ di spazio per la donna di 62 anni che preferisce stare con il nipotino rinunciando a 20-30 euro di pensione“. La flessibilità sull’età di uscita dal lavoro, annunciata da Matteo Renzi a maggio, dovrà attendere. Perché, tra il promesso taglio delle tasse sulla casa e le clausole di salvaguardia da disinnescare, la coperta è corta. La pecunia per finanziare l’operazione, che secondo il Presidente dell’Inps Tito Boeri costa oltre 10 miliardi di euro, non c’è. EPensioni farla pagare tutta ai dipendenti che vogliono lasciare il posto prima di quanto previsto dalla legge Fornero, tagliando il loro assegno fino al 30%, sarebbe impopolare. In tal senso, scrive Repubblica,” il Governo ha già deciso che la questione non verrà affrontata nella legge di Stabilità per il 2016, in preparazione in queste settimane. Se ne riparla l’anno prossimo”. Con buona pace del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che neanche una settimana fa parlava di “tema improrogabile e sosteneva che l’esecutivo era pronto a stanziare risorse ad hoc nella manovra.

Sindacati in rivolta

Immediata la levata di scudi dei sindacati, che evocano il “protrarsi di iniquità e ingiustizie” e hanno buon gioco nel ricordare le ripetute promesse arrivate da palazzo Chigi. Anche se nel pomeriggio Renzi ha negato l’evidenza sostenendo che non è vero che “sulle pensioni siamo partiti e ci siamo fermati”. “Non siamo nemmeno partiti per un principio di buon senso: negli ultimi anni in troppi hanno messo bocca e mano sulle pensioni ma si annuncia una cosa sulle pensioni solo quando siamo sicuri di farla. Due miliardi (inerenti al rimborso per la mancata indicizzazione, ndr) sono arrivati il primo agosto però l’abbiamo comunicata solo quando cotta e mangiata”.

Con i risparmi della Fornero, il Governo vuole spuntare più flessibilità in Europa

A far intuire lo stop è stato lo stesso Poletti venerdì, dopo il varo degli ultimi quattro decreti attuativi del Jobs Act: “Non siamo in grado di Pensionidare una risposta”, ha sussurrato il Ministro, alla domanda se gli interventi di revisione della Fornero avrebbero trovato spazio nella Stabilità. Secondo il quotidiano di Largo Fochetti il titolare del Tesoro Pier Carlo Padoan, dopo aver a sua volta promesso tagli delle tasse anche per le imprese, ha messo il veto perché “non ci sono le coperture”. Ma anche perché continuare nel solco tracciato dall’ex Ministro del governo Monti, che attraverso parametri più stringenti per l’uscita dal lavoro consentirà un risparmio di 80 miliardi di euro di qui al 2021, permette al Governo di presentarsi a Bruxelles con i “compiti fatti”. E di negoziare con maggior forza e compattezza l’attivazione dell’agognata clausola di flessibilità per gli investimenti, necessaria per finanziare i tagli di tasse promessi da Renzi. 

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Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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