Arte, cultura e spettacolo

I Trulli incantati di Alberobello

Un viaggio in questo misterioso mondo

Questo articolo è stato visualizzato 1.028 volte. Leggi altri articoli di: Francesco Tiberio.

I Trulli incantati di Alberobello
Francesco Tiberio

Un bosco di querce antichissimo: “Silva Arboris Belli”. In questa selva stavano dei coloni sfruttati da un feudatario, che imponeva ai suoi sudditi la costruzione di pietre a secco, con assoluto divieto di fare le case con la malta. Da quella prepotenza nacque la meraviglia che sfida i secoli: i trulli, espressione di una civiltà contadina che non terne confronti.

Nel 1654 il Conte di Conversano Giangirolamo Acquaviva, detto il “Guercio di Puglia“, a seguito di denunzia da parte del Duca di Martina, fu inviato a presentare alla Regia Camera idonee giustificazioni in merito all’abusiva costruzione del casale di Alberobello. Nel 1797, sette rappresentanti della comunità riuscirono a conferire con il re Ferdinando IV di Borbone, in occasione di una sua visita a Taranto, per prospettargli la precaria situazione giuridica del loro villaggio e per chiedergli l’affrancazione della schiavitù feudale e il riconoscimento di città regia, che ottennero con real decreto del 27 maggio 1797. A 420 metri sul livello del mare Alberobello è un paesaggio ricco di uliveti, vigneti e ciliegeti, con avvallamenti del tipo carsico o con terrazzi, la cui genesi è legata a fenomeni tettonici o a forme determinate dall’azione di erosione delle acque meteoriche sulle rocce calcaree da cui si ricava il prezioso materiale da costruzione per la copertura dei conici tetti, le “chiancarelle”.

Al sole troviamo gruppetti di donne, che filano con la rocca o col fuso; altre gomitolano all’arcolaio; altre sferruzzano e vociano spensieratamente giocando e divertendosi, all’ombra di quelle “cupole”, come le chiamavano i greci e i latini, tra le “casedde”, al cui interno regnano l’ordine, la pulizia, il benessere e il biancore del latte di calce, e “s’intuiscono” l’amore, il dovere, la fatica ma anche la contentezza e la gioia, di un mondo rurale che va scomparendo.

Aggiungi un commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Arte, cultura e spettacolo

noreka

ARS, tra cultura e divertimento

Francesco Tiberio4 dicembre 2018
stan-lee2

Muore Stan Lee, padre dei supereroi

Francesco Tiberio15 novembre 2018
Michele Pinto Wendie Webfest

Cinema e vino: eccellenze pugliesi al Wendie Webfest 2018 di Amburgo

Tiziana Di Gravina14 settembre 2018
Enzo Avitabile al Talos Festival

La musica dei popoli di Enzo Avitabile *Intervista*

Tiziana Di Gravina8 settembre 2018

Libri giganti sul porto di Trani con Fondazione Megamark

Tiziana Di Gravina23 agosto 2018
bgeek2018

Bgeek 2018: Il festival barese punta sempre più in alto

Francesco Tiberio13 giugno 2018
"In vino veritas"

“In vino veritas” riscopre il rapporto fra Dio, uomo e natura

Tiziana Di Gravina12 giugno 2018
Leonardo Alberto Moschetta al Bifest 2018

Leonardo Alberto Moschetta, da Andria alla “Napoli velata”

Tiziana Di Gravina1 maggio 2018
Bernardo Bertolucci

Bifest2018: la storia del cinema di Bernardo Bertolucci

Tiziana Di Gravina30 aprile 2018

Il primo magazine online di informazione regionale, nazionale ed estera, libero ed indipendente.

Testata registrata n. 1093/2011, reg. 16, Tribunale di Bari.

Direttore responsabile: Antonio Cesare Catacchio

Invia articoli

© 2009-2016 Il corriere delle Puglie - Edito da Associazione InformAEticamente - http://www.informaeticamente.it