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Terrorismo, allerta degli 007: Italia esposta ad attacchi

Rischi Aper il Giubileo. Possibile attivazione giovani jihadisti

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Terrorismo, allerta degli 007: Italia esposta ad attacchi
Daniele D'Amico

Terrorismo, mai abbassera la guardia. L’italia purtroppo “appare sempre più esposta” alla minaccia jihadista, anche se non sono emersi specifici riscontri su piani in atto. Lo rileva la relazione annuale dell’intelligence inviata oggi al Parlamento, sottolineando come nella propaganda jihadista non siano mancati i riferimenti all’Italia come nemico per i suoi rapporti con Usa e Israele e per il suo impegno contro il terrorismo. La maggiore esposizione al rischio emerge anche in relazione al Giubileo e alla possibile attivazione di nuove generazioni di aspiranti mujahidin che aderiscono alla campagna promossa dall’Isis. I controlli verranno intensificati.

L’accusa di Salvini, Italia a rischio? “No, è complice”

L’Italia è a rischio attentati terroristici? “No, l’Italia è complice. Il Governo italiano è complice di questo rischio, non solo non è all’altezza di prevederlo, ma la politica di immigrazione del governo Renzi è complice di tutto questo”. Lo afferma il leader della Lega Nord Matteo Salvini, ai media commentando la relazione al Parlamento dei servizi di intelligence. “Secondo lei le famiglie italiane si sentono al sicuro?”, gli viene chiesto. “Ma qualcuno può sentirsi al sicuro con il premier Renzi e il ministro Alfano”, risponde Salvini.

Costante crescita foreign fighters in Italia

Il fenomeno dei foreign fighters in Italia, “inizialmente con numeri più contenuti rispetto alla media europea, è risultato in costante crescita”. Lo rileva la relazione annuale dei servizi d’intelligence al Parlamento. Particolarmente critico appare, secondo le analisi degli 007, “l’auto-reclutamento di elementi giovanissimi, al termine di processi di radicalizzazione spesso consumati in tempi molto rapidi e ad insaputa della stessa cerchia familiare”. Massima allerta operativa, pertanto, è stata riservata al possibile rientro in Italia di soggetti che hanno combattuto nei teatri di guerra, nonché dei cosiddetti ‘pendolari’ in grado di muoversi liberamente nello spazio Schengen perché già residenti sul territorio italiano o i altri Paesi europei.

Possibili nuove azioni in Europa

“E’ da ritenere elevato il rischio di nuove azioni in territorio europeo” da parte del terrorismo jihadista; potrebbero essere “attacchi eclatanti sullo stile di quelli di Parigi”. Lo indica la relazione annuale dell’intelligence inviata oggi al Parlamento. La capitale francese, evidenzia la relazione, “ha verosimilmente inaugurato una strategia di attacco all’Occidente destinata a consolidarsi”. I rischi arrivano sia da emissari dello Stato Islamico inviati ad hoc, inclusi foreign fighters addestrati in teatri di guerra, che da militanti già presenti e integrati-mimetizzati in Europa. Nascosti nelle province e nei borghi meno esposti ai controlli.

Avvertenze su infiltrazioni dai Balcani

TerrorismoNon c’è alucn riscontro di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori dal Nordafrica, mentre il rischio “si presenta più concreto” lungo la rotta balcanica. Lo indica la relazione annuale dei servizi di intelligence inviata al Parlamento, evidenziando come la regione balcanica sia zona di transito privilegiato di foreign fighters (oltre 900 sono partiti da lì per i teatri di guerra), nonchè area di “realtà oltranziste consolidate”. “La massa di persone in movimento verso lo spazio comunitario – osserva la relazione – oltre a costituire un’emergenza di carattere umanitario, sanitario e di ordine pubblico, può presentare insidie sul piano della sicurezza”. E l’attività d’intelligence si è focalizzata sulle possibili contaminazioni tra immigrazione clandestina e terrorismo, anche alla luce del fatto che “i contesti di crisi siriana, irachena, libica, subsahariana e del Corno d’Africa sono infiltrati in parte da espressioni terroristiche di matrice islamista che possono inquinare i canali dell’immigrazione e sottoporre alla radicalizzazione elementi poi destinati ad emigrare nei Paesi europei”.

Preoccupazioni libiche

In Libia, da dove proviene il 90% dei migranti sbarcati in Italia, “operano organizzazioni di trafficanti strutturate e flessibili, a prevalente composizione multietnica, in grado di gestire tutte le fasi del trasferimento”. In Italia proliferano gruppi criminali etnici composti prevalentemente da egiziani, del Corno d’Africa e rumeni, specializzati sia nella falsificazione documentale sia nel fornire assistenza ai migranti per il trasferimento dai centri di accoglienza alle località di destinazione nel Nord Europa. La situazione dunque è in costante monitoraggio.

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Daniele D'Amico
@1danyda

Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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