Arte, cultura e spettacolo

Dogliani: capitale della tv e dei nuovi media

Questa sera prende il via la quinta edizione del Festival della TV e dei nuovi media

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Dogliani: capitale della tv e dei nuovi media
Daniele D'Amico

Alle ore 21.00 in Piazza Umebrto I Il Ministro della Cultura, dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini e Carlo De Benedetti, Presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso, dialogheranno sul primo tema cardine di questa quinta edizione: “Cultura uguale capitale”, in cui si focalizzerà l’attenzione sull’importanza di investire nella cultura in un Paese come l’Italia. La cultura, dunque, come strumento necessario per restituire alle nuove generazioni la speranza di un futuro e di una vita migliore. Questo è il messaggio che parte da Dogliani. A moderare l’incontro Claudio Cerasa, Direttore de Il Foglio.

Il Festival

Le più importanti trasmissioni televisive e i nuovi esperimenti di comunicazione, i media tradizionali e quelli più innovativi, i volti che hanno segnato la storia della televisione italiana e i giovani che aprono nuovi scenari nel panorama della comunicazione. Per quattro giorni Dogliani si trasformerà in un laboratorio nazionale in cui pensare e discutere la televisione di oggi e quella del futuro. Il palcoscenico del Festival vedrà alternarsi protagonisti affermati e autori, editori tradizionali e professionisti dell’universo multimediale, produttori sconosciuti al grande pubblico e star del piccolo schermo. Dogliani sarà una “città-antenna”, animata da incontri e dibattiti che metteranno a confronto diverse generazioni di “tele-protagonisti”, “tele-visionari” e “tele-dipendenti” per progettare, la televisione del  domani.  Il racconto dei back stage delle più importanti carriere televisive s’intreccerà con altre storie del mondo dei media: dal percorso che porta un’idea a diventare un format e poi una trasmissione fino ai più piccoli esperimenti che si misurano con i social network, gli smartphone, i tablet, le Web Tv e lo stile comunicativo in una società connessa 24 ore su 24.

I case history delle trasmissioni più influenti e innovative permetteranno di capire le sperimentazioni in atto e il percorso che condurrà alla convergenza fra vecchi schermi e nuovi dispositivi interattivi, nel passaggio epocale da una televisione soltanto guardata a una più partecipata. La cittadina piemontese ospiterà l’unico festival italiano dedicato alla televisione in tutte le sue multiformi declinazioni, diventando un punto di riferimento imprescindibile per esperti e grande pubblico: un luogo dove capire la Tv che guarderemo nel futuro. Un evento accessibile e gratuito che porterà in Piazza Umberto I (cuore della kermesse) le grandi questioni della comunicazione contemporanea, grazie alla combinazione di incontri dedicati all’attualità, all’approfondimento, all’inchiesta, alla cultura e all’intrattenimento. Si confronteranno i vertici dei principali broadcaster nazionali, i protagonisti di grandi carriere televisive e giornalistiche che hanno cambiato la storia della televisione italiana e gli inventori di un nuovo modo di fare comunicazione.

Dogliani: ospiti e relatori

Fra gli ospiti, Lilli Gruber, Franca Leosini, i Direttori Mario Calabresi, Maurizio Molinari, Roberto Napoletano, Luciano Fontana (Repubblica, La Stampa, il Sole 24 Ore, Corriere della Sera), il condirettore e il vice Direttore de La Stampa Massimo Russo e Luca Ubaldeschi, il capo redattore de La Repubblica, Pier Paolo Luciano. Dal mondo dello spettacolo Renzo Arbore, Nino Frassica, Diego Abatantuono, Alessandro Cattelan. E poi lo scrittore Carlo Lucarelli, lo chef Carlo Cracco, Enrico Bertolino, Linus e Nicola Savino.

Sabato sarà il nuovo direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, a raccontare la tv generalista al microfono di Giovanni Minoli.  Conduttori degli incontri anche il giornalista Aldo Grasso, la critica televisiva Alessandra Comazzi e il caporedattore de La Stampa Luca Ferrua. Al ricco palinsesto si aggiunge l’accoglienza del paese. Per le strade le fotografie delle passate edizioni e allestimenti artistici, per mostrare l’evoluzione dell’arte visiva attraverso 60 anni di televisione.  Il giornalismo economico e d’inchiesta, il mondo dei big data e i temi della legalità compongono il menù della giornata conclusiva di domenica.

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Daniele D'Amico
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Nato a Taranto il 25/04/1980, da sempre appassionato di Digital Journalism, Social Network e Digital Marketing. SEO Editor e Social Media Strategist. In costante formazione.

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